

di Ambra Prati
CAVRIAGO (27 luglio 2010) - Al culmine di un litigio domestico - pare uno dei tanti - ha fracassato una sedia in testa alla moglie, facendola finire all’ospedale con gravi ferite. Un tunisino di 49 anni, operatore ecologico, è stato arrestato dai carabinieri per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La vicenda si è verificata domenica sera a Cavriago: alle 22.30 i vicini di casa della coppia, spaventati dai rumori provenienti dall’appartamento, hanno lanciato l’allarme al 112, riferendo di una violenta lite domestica. Sul posto si sono recati i carabinieri di Sant’Ilario e quelli di Cavriago che, al loro arrivo, si sono trovati nel bel mezzo di una “guerra” coniugale, in una abitazione sottosopra: il marito aveva impugnato una sedia di legno e metallo e colpito ripetutamente, con determinata violenza, la moglie, una 30enne tunisina. La donna si trovava a terra in uno stato pietoso: il coniuge le aveva rotto diversi denti e procurato una ferita lacero contusa alla testa. Tanto che per la giovane, dopo una prima visita all’ospedale di Montecchio, si è reso necessario il trasferimento al Maggiore di Parma, dove ora si trova ricoverata con una prognosi di un mese.
Per fortuna quella sera i due figli minori nonc’erano. Anzi il litigio sarebbe scoppiato proprio perché il marito non riusciva a mettersi in contatto via internet con i ragazzini, in questi giorni in vacanza in Tunisia. La famiglia è conosciuta in paese per l’alta tensione che vi domina e per i violenti diverbi, spesso causati dall’alcol e sfociati in diverse denunce presentate (e subito ritirate) dalla donna. Più volte i carabinieri sono intervenuti a fare da paciere tra i due: si pensava di aver raggiunto il culmine l’anno scorso, quando era stata la moglie a tentare di uccidere il marito sferrandogli due coltellate.
Ieri mattina il 49enne è comparso in tribunale per l’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Giacomo Fornaciari. Davanti al giudice Cristina Beretti, l’uomo si è detto dispiaciuto e ha precisato che qualche tempo fa era stata la moglie a ferirlo a un braccio; ma lui non l’aveva denunciata, era stato “generoso”. La difesa ha ottenuto il termine a difesa: il processo si terrà il 23 settembre. Nel frattempo il tunisino è già stato scarcerato: libero, con l’obbligo di firma.