

di Alessandro Bettelli
REGGIO EMILIA (9 luglio 2010) - Dopo il duro braccio di ferro che lo scorso febbraio aveva portato la maggioranza dei consiglieri a contestare il presidente Augusto Torreggiani , poi dimessosi, era tornata la quiete all’interno di Coopservice.
Un equilibrio raggiunto col ricambio dei vertici della coop, e la conseguente ricomposizione della frattura con la Lega. Insomma la nomina di Roberto Olivi a presidente, e di Adriano Nicola ad amministratore delegato, sembrava aver messo a tacere le fazioni più bellicose interne alla cooperativa.
Equilibrio che si starebbe incrinando, almeno sul versante romano dei soci di Coopservice, che proprio non avrebbero digerito l’ultima delibera approvata dall’assemblea di bilancio riunita a Reggio il 27 giugno scorso.
In quell’occasione, infatti, l’assise dei delegati, non senza polemiche, ha dato il via libera a un cospicuo aumento del gettone di presenza dei manager cooperatori.
In soldoni: dal 27 giugno scorso, il compenso a seduta per ciascun consigliere di amministrazione (in tutto sono 20) è balzato da 200 a 500 euro.
Un aumento superiore al 100%, che sbriciola qualsiasi tabella di indicizzazione all’inflazione dei compensi. A ogni latitudine.
Tuttavia poca cosa rispetto al gettone che intascano il presidente Olivi, il suo vice Andrea Grassi , il consigliere delegato Facchini e l’a.d. Nicola: a fronte delle maggiori responsabilità che pesano sulle loro spalle, a questi spetta un compenso a seduta superiore ai mille euro.
"I consigli di amministrazione - dichiara una fonte interna a Coopservice - vengono convocati non meno di una volta al mese, e la delibera dell’assemblea di aumentare il compenso agli amministratori ha suscitato parecchio malumore nei delegati romani, nei soci bolognesi e in una frangia veneta. Alla fine, però, su 200 delegati riuniti, solo un terzo ha votato contro la proposta".
"Ciò che ha amareggiato i soci - continua la fonte interna alla società - è che l’aumento del gettone è stato approvato in un momento in cui una divisione di Coopservice (la Logistica; le altre due divisioni sono Igiene e pulizia e Sicurezza, ndr. ) sta attraversando un periodo di crisi, con un calo generalizzato del lavoro. E a fronte di questa contingenza i soci, fedeli ai principi fondanti della cooperazione, hanno scelto di diminuire le proprie ore di lavoro - con conseguenze sulla busta del fine mese - pur di non licenziare alcun addetto".