

CASTELNOVO MONTI (6 novembre 2009) - Anni di botte e vessazioni psicologiche alla moglie e al figlio, e addirittura violenza sessuale neo confronti della figlia, all'epoca minorenne. Con queste accuse, Le indagini coordinate dal pm Maria Rita Pantani hanno portato all'arresto di un operaio 53enne, residente nell'Appennino reggiano. L'uomo è stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia. Il provvedimento è stato eseguito nel tardo pomeriggio di ieri dai carabinieri di Castelnovo Monti. I reati imputati sono maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e violenza privata.
Impressionante l'elenco degli episodi imputati all'uomo, che nel corso degli anni avrebbe percosso più volte i figli, con calci, pugni e cinghiate, arrivando a legare il figlio, all'epoca minorenne, al letto con delle catene. Continue poi, secondo quanto raccolto dalle indagini, le minacce di morte e gli insulti altamente offensivi. La moglie, negli anni, è stata sistematicamente minacciata di morte, anche con dei coltelli, presa a schiaffi e insultata, fino alla separazione avvenuta nel marzo del 2008. L'accusa più grave però, per l'uomo, è quella di aver costretto per diversi anni, e fino al 2005, la figlia a compiere diversi atti sessuali, iniziati quando lei aveva appena 11 anni.
Per garantirsi l'impunità per gli anni di vessazioni, l'uomo, all'atto della separazione, ha minacciato di morte moglie e figli, per non essere denunciato. Terrorizzate, infatti, le tre vittime non hanno mai sporto denuncia. Ma i carabinieri sono venuti a conoscenza di quanto accaduto, e hanno riportato i fatti alla Procura reggiana, che ha iniziato un lungo lavoro di ricostruzione degli episodi incriminati. Con gli elementi raccolti, e riscontrati gravi indizi di colpevolezza, il Gip Angela Baraldi ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo.