dall'inviata Lara Ferrari
SANREMO - Che cosa resterà di questo Festival, dopo una ridda infinita di polemiche che hanno avvolto soprattutto Adriano Celentano, i vertici Rai, l’azienda commissariata, la gag di dubbio gusto de I Soliti Idioti sugli omosessuali, le parolacce di Luca e Paolo, la farfallina di Belen, il playback di Loredana Bertè, le dimissioni di Gianmarco Mazzi e la vecchiezza di un certo costume, che vuole le lacrime, anche quelle più vere e spontanee, sempre finte? Il riferimento è a Irene Fornaciari, a nostro parere fra le immagini più fresche e genuine di questa edizione, bollata da qualcuno come inautentica, forse per un pizzico di invidia che l’ha portata a duettare con il chitarrista dei Queen. Scrive a questo proposito il maestro Germini: “Sono molto contrariato che il televoto non abbia premiato Irene, che ha avuto il privilegio di uno come Brian May al suo fianco. La presenza del chitarrista inglese si è sentita, forse un pochino troppo, ma rimane il fatto che Irene ha una voce importante e il brano in concorso è uno dei migliori dal punto di vista compositivo di tutto il Festival ed è apprezzabile anche per il suo arrangiamento. Peccato. Speriamo che il mercato la premi. Se lo merita”. Per chi scrive resteranno l’impegno di chi ce l’ha messa tutta per la riuscita di uno show lustro, quanto complicato e magnificente, che prevede prove estenuanti a tutte le ore del giorno, e non si è mai sazi, perché l’errore può arrivare in qualsiasi momento, poi i musicisti della Sanremo Festival Orchestra, sempre ”sotto”, da Celentano ad Arisa, resterà la colazione vagamente immaginata fra Gianni Morandi e “Cele”, domenica mattina, un cappuccino di chiacchiere fitte e distese, finalmente, dopo tanto patire (soprattutto il presentatore), due amici senza rivalità ha scritto qualcuno, e ci fa piacere crederlo. Anche se la rivalità artistica è il sale dello spettacolo, ed è giusto che sia così. Resteranno i comici, Alessandro Siani e Geppi Cucciari sopra tutti, con le loro battute lievi e sagaci allo stesso tempo; resterà la bellezza della musica, che ancora la vince, nonostante i pareri contrari. Penso ai duetti del giovedì, di cui si parla in questa pagina: quelli che ti fanno vibrare di felicità perchè portano sul palcoscenico italico gli idoli di quando eri ragazzina, vedi alla voce May, Patti Smith, Al Jarreau, Macy Gray, Skye dei Morcheeba e i loro miracoli della natura, che sia il tocco magico delle sei corde o una voce portentosa. Dopotutto, la musica è la priorità: lo dimostrano la voce di Adriano, non quella delle prediche, e anche chi ha selezionato i meravigliosi stacchetti che precedevano le esibizioni dei cantanti: grandi classici della storia del rock.
VINCONO LE DONNE - Lo avevamo detto: Cherchez la femme! Detto, fatto. La vincitrice del 62esimo Festival della Canzone Italiana e' Emma, la favorita della vigilia, che durante la gara ha perso lo scettro per poi riconquistarselo a furor di popolo nel rush finale. Il televoto le ha assegnato il primo posto, davanti ad Arisa e a Noemi, dopo che il Golden share della sala stampa aveva fatto rimontare Noemi al primo posto, escludendo Gigi D'Alessio e Loredana Berte' dalla rosa dei primi tre. Emozionata e incredula-davvero?-la salentina riceve dal sindaco di Sanremo Zoccarato un invito a rivolgersi al premier Monti, affinché intervenga a favore di quelle categorie disagiate, come anziani e lavoratori precari, che non hanno la sicurezza di un futuro. Un podio tutto femminile (non accadeva dal '99), e tricolore: Emma la bionda, Arisa la mora e Noemi, terza classificata, la rossa. La Rai alza la cresta, anche sull'onda del bellissimo risultato di Berlino, dove i Fratelli Taviani hanno trionfato al Festival del cinema: l'Italia ne e' orgogliosa. Inoltre la citta' di Sanremo ha assegnato un Premio a Gianmarco Mazzi e Lucio Presta, direttore artistico e manager della manifestazione, per tutto quello che hanno pensato e realizzato per il Festival, risalito grazie a loro nella audience a livelli esorbitanti negli ultimi cinque anni. Fuoco, fulmini e saette e' stata la Finalissima del 62.Festival della Canzone Italiana. Con menzione d'onore per la parte piu' vivace del pubblico, la galleria. Dopo un'attesa allo spasimo, che si riverberava nelle strade prossime al teatro, Evviva l'amore che risuona nell'aria con “All you need is love” dei Beatles e che danza sul palco con I ballerini di Daniel Ezralow. Pace pace pace nelle bandiere. Un incipit che piace molto al presentatore, Gianni Morandi, il quale oggi si e' sentito lasciato solo dal direttore artistico, che ha deciso di non rimanere il prossimo anno. Una decisione, quella di Mazzi, che può ripercuotersi su Morandi, nel momento in cui potrebbe ricandidarsi alla conduzione del Festival. Il Gianni di ieri era tuttavia molto stanco e provato, anche dalle polemiche dei giorni scorsi sul caso Celentano, il collo slogato di Ivana, la serata dei duetti internazionali da mandare in porto, le discussioni con Mazzi e Mazza. Le prove estenuanti fin dal mattino, il commissariamento della Rai messo in atto dalla Lei (quest'anno i nomi sembrano scioglilingua).
Nina Zilli apre si vede che ha una marcia in piu', oltre a un abito e una acconciatura che la fanno davvero assomigliare alla rimpianta Amy Winehouse. Se cantava cosi' anche le altre volte... Chissà.
Loredana Berte' e Gigi D'Alessio scivolano via, anche se Gigi sembrava molto grintoso. All'Ariston atterra la fresca sorpresa Geppy Cucciari, che scende senza scarpe, perche' “Ho capito che in questo Festival funzioni se non indossi qualcosa. Io ho scelto le scarpe”. Geppy mostra molta disinvoltura sul palco che terrorizza comici e cantanti, prende in giro bonariamente Celentano, scherza sul suo contratto, simile a un faldone tribunalizio, gioca con il titolo “In ginocchio da te”. E spara una mitraglia di battute spassosissime, riuscendo a recitare una poesia sul finale che passa in rassegna nomi e momenti esilaranti del festival, chiosando sull'italiana madre di famiglia sequestrata da 117 giorni in India. "Le donne sono anche questo:immenso coraggio". E citando il film di Sorrentino, redarguisce Gianni Morandi sulle "Conseguenze emotive delle affermazioni".
E' il turno di Emma, che appare in effetti sicura, poi di Samuele Bersani, che si aggiudica il Premio della Critica, al quale viene chiesto come una speranza se e' verosimile un festival di soli cantautori:"Non facciamo ghettizzazioni"-la sua risposta.
Dolcenera manda un ideale augurio di buon compleanno a Faber: De Andre' compiva gli anni il 18 febbraio.
Molti applausi a Pierdavide Carone e Lucio Dalla, sul palchetto di plastica, mentre Noemi e' la preferita dai critici. Bellissima la canzone di Arisa e lei interprete finissima. Che maturazione artistica, ragazzi. Aveva avvisato la Sanremo Festival Orchestra, che proprio al Giornale di Reggio aveva rivelato:"Vedrete alcuni artisti, vi sorprenderanno".
Ultimi a cantare, i pochi uomini superstiti nella gara, Eugenio Finardi e Francesca Renga, voce straordinaria. Molto equilibrio dunque, in questa serata che crea il giusto spazio al grande ADRIANO. Il cuore della finalissima e' suo.
Molleggiato parte cantando:" The only man in tooooown"-chissà di chi sta parlando. Poi una nuova stilettata alla stampa e altri attacchi ai due giornali cattolici. Credente sincero e Re degli ignoranti, Cele parla Della straripante fortuna che abbiamo avuto noi, nell'essere nati. "Stare qui e' una particella infinitesimale rispetto a quello che Gesu' ci ha preparato. Dio. L'unica via non interrotta e' la sua". Ma che colpe hanno Avvenire e Famiglia Cristiana? "Parlano di politica e non di Dio, ma anche Dio era un politico". Ma il pubblico stavolta ne ha abbastanza e dalla platea si leva un “Basta basta!" non trascurabile e altri improperi. Celentano indomito:"Lasciatemi finire! Io non ho il potere di chiudere un giornale, mentre qualcuno non ha esitato a chiudere qualcosa, io non li chiuderei ma cambierei la loro impostazione. Per me potete anche stare aperti ma almeno cambiate la testata. Parlare di Dio significa illustrare e scrivere la storia dei Profeti, scrivere la politica di quei giorni e fare un parallelo con la politica dei nostri giorni". Pero' Adriano e' un tiranno e davanti gli urlano predicatore. Poi via alla Cumbia di chi cambia:"Se qualcuno ha voglia di cambiare, si faccia avanti si faccia avanti! I funzionari dello Stato che si fanno I loro comodi, I funzionari dello Stato italiano sembrano belli poi quando li scarti ti accoggi che eran finti".
Ma apriti cielo! Dopo tante invocazioni finalmente l'attesissimo duetto tra il ragazzo della via Gluck e l'eterno ragazzo arriva, ed e' un momento splendido, di profonda commozione per entrambi e per il pubblico. Insieme sul palco fanno faville, si ringraziano reciprocamente e si capisce che parlano sul serio. Gianni lo dichiarera' alla fine, mentre in scena piange, liberando una tensione a fatica trattenuta. Durata dell'intervento di Adriano:30 minuti, se fosse andato oltre sarebbe diventata una faccenda pericolosa. L'incontro degli organizzatori con la stampa, ultimo di questa edizione e il piu' importante del Festival, ha portato una notizia esplosiva. Gianmarco Mazzi ha ricevuto una nota molto articolata di Lorenza Lei, direttore generale della Rai, in cui lui evince che Adriano secondo la Lei sarebbe un “delinquente senza qualita'”. Pero' gli ascolti in questi 7 anni di direzione artistica Mazzi li ha portati, quindi visto che ha portato anche Adriano, che gli ascolti li ha fatti, significa che Mazzi, secondo la dg, non avrebbe fatto ne' gli uni ne' l'altra. “Mi sembra sufficiente perche' io decida di sospendere la mia attivita' di direttore artistico. Francamente, sono amareggiato e anche prosciugato nelle idee". Una lettera frutto di tante mani, per Mazzi, e non della sola dg. Il dato in ribasso della penultima serata e' stato commentato da Mauro Mazza:” Papaleo che e' un saggio direbbe che e' stata una flessione tecnica. Non e' stata una serata eccezionale, nel senso della eccezionalita' dell'evento, come la terza, e' stata una serata di musica".
“Non hai detto che ti e' piaciuta la Ferilli quando ha parlato bene di Celentano”-lo rimbecca Gianni. Mazza:” La Ferilli mi piace sempre, siamo distanti solo in simpatie calcistiche”.
“Io sono soddisfatto di tutto l'andamento del Festival-precisa Gianni, che ha rivelato ottime doti di imitatore, anche del suo compare Mazzi - E' chiaro che serate come quella di giovedi' non si possono ripetere tutti I giorni, ma anche la prima serata, con Celentano, e' stata eccezionale. Si dice che questo ha fatto la storia, ma questo l'ha fatta veramente la storia della cultura, del costume e della musica italiana!”. Secondo Mazzi Celentano e' semplicemente "il piu' grande artista italiano degli ultimi 50 anni”. Tra le postille di questo festival, Ivana che aveva detto di voler parlare un po'di più ma il desiderio e' rimasto inespresso e Rocco, ribattezzato da Gianni la vera rivelazione del festival:"Buongiorno, eccoci qui con il nostro consueto appuntamento, al quale non rinuncerei per nulla al mondo. Solo fra qualche anno prendero' coscienza di quello che e' successo, devo riuscire a decifrare l'imponderabile. Vorrei si fosse parlato di piu' della musica, dei musicisti, del dietro le quinte, sera dopo sera, lo sforzo di mettere in piedi un grande show in tutta velocita', le figure di secondo piano. Non le ho lette queste cose sui giornali e me ne rammarico".
Il caso playback nella quarta serata di Loredana Berte':” Io credo sia un fallo da ammonizione e non da espulsione-Morandi-semmai hanno danneggiato loro stessi”. “Non vogliamo essere punitivi Inutilmente”-Mazzi. Pero' c'e' un regolamento. E tutti lo dovrebbero rispettare, senza se e senza ma.
E l'annosa questione: Morandi e' un cantante che presenta o un presentatore che canta? Lui potrebbe dire qualsiasi cosa su moltissime canzoni, ma si contiene per rispetto nei confronti degli altri artisti. "Sono un Padrone di casa. Come Presentatore mi sono migliorato del 3%".
Il fantomatico personaggio che trascrive I testi per il Gobbo di Celentano e' il ghost writer di questo evento. Mazzi dice che e' come un musicista, vista la delicatezza del ruolo. Deve conoscerlo da vicino per scriverne parola per parola.
Polemiche riguardo il caso della SIAE, che ha un fondo congelato di 100 milioni di euro, i quali potrebbero essere equamente ripartiti fra gli artisti meno abbienti. Rocco e' tirato in causa, in quanto autore, ma non sa dare risposte utili.
Casillo puzza di bruciato. Accusa di un giornalista della radio Cranberries eccelsi e con album in uscita, Luca e Paolo. Una commedia brillante che viene trasformata in un melo'.